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La rinascita dell’aquila

L’aquila è l’unico uccello che arriva ai 70 anni.

Ma perché ciò accada, intorno ai 40, deve prendere una decisione seria e difficile.
A quest’età i suoi artigli sono lunghi e flessibili e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre.
Il suo becco, allungato ed appuntito, si incurva. Le ali, invecchiate ed appesantite dalle penne ingrossate, puntano contro il petto.
Volare è ormai difficile..
In questo momento cruciale della sua vita, l’aquila ha due alternative: non fare niente e morire oppure affrontare un doloroso processo di rinnovamento che durerà circa 150 giorni.
La nostra aquila ha deciso di affrontare la sfida: vola verso la cima della montagna e si rifugia in un nido vicino ad un dirupo, dove non avrà bisogno di volare.
Lì comincia a sbattere il becco contro la roccia fino a strapparselo.
Poi l’aquila aspetta che spunti un nuovo becco con il quale strapperà i vecchi artigli.
Quando i nuovi cominciano a spuntare si mette a strappare le vecchie penne.

Solo dopo cinque mesi è pronta per il volo di rinnovamento e per vivere altri 30 anni.

  1. Commenti:
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    dic 20, 2013
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    Con commozione ho letto la storia della rinascita dell’aquila. Fra meno di un mese compirò 40 anni…. e sono felice di aver scelto di volare. Spiccare un nuovo volo è come rinascere ed io sto vivendo il cambiamento con consapevolezza e tanto entusiasmo. Con amore

  3. |
    gen 13, 2014
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    Un giorno un uomo, attraversando la foresta, trovò un aquilotto, lo portò a casa e lo mise nel pollaio dove imparò presto a beccare il mangime delle galline e a comportarsi come loro. Un giorno un naturalista, che si trovò a passare di là, chiese come mai un’aquila, la regina degli uccelli, si fosse ridotta nel pollaio a vivere con le galline. “Poiché l’ho nutrita con il mangime delle galline, le ho insegnato ad essere una gallina, e non ha imparato a volare”, replicò il proprietario, “si comporta come una gallina e dunque non è più un’aquila.”
    “Tuttavia”, insistette il naturalista, “possiede ancora il cuore di un’aquila e può certamente imparare a volare”.
    Dopo averne parlato a lungo, i due si trovarono d’accordo nel voler scoprire se ciò era possibile. Il naturalista prese con delicatezze l’aquila fra le braccia e le disse: “Tu appartieni al cielo, non alla terra. Spiega le ali e vola”.
    Ma l’aquila si sentiva piuttosto confusa. Non sapeva bene chi era e, vedendo le galline che beccavano il mangime, saltò giù e si unì a loro.
    Per niente scoraggiato, il naturalista tornò il giorno dopo a riprendere l’aquila, la portò sul tetto della casa e la incitò di nuovo dicendo: “Tu sei un’aquila. Apri le ali e vola“. Ma l’aquila aveva paura di questo nuovo se stesso che non conosceva il mondo; ancora una volta saltò giù e andò a beccare il mangime.
    Il terzo Giorno il naturalista si alzò di buon’ora, andò a prendere l’aquila e la portò in cima ad una montagna. Lì sollevò in alto la regina degli uccelli e cercò di incoraggiarla dicendo: “Sei un’aquila, appartieni al cielo ed alla terra, apri ora le tue ali e vola”.
    L’aquila si guardò intorno, guardò in giù verso il pollaio, guardò in su verso il cielo. Ma non volò ancora. Allora il naturalista la sollevò verso il sole e l’aquila incominciò a tremare e piano piano apri le ali. Infine, con un grido trionfante, spiccò il volo verso il cielo.
    Può darsi che l’Aquila ricordi ancora le galline con nostalgia; può darsi anche che di tanto in tanto torni a fare visita nel pollaio. Ma per quanto si sa non è più tornata a vivere come una gallina.
    Era un’aquila, sebbene fosse stata nutrita e allevata come una gallina.

    Proprio come l’aquila, chi ha imparato a considerarsi come in realtà non è, può prendere una nuova decisione e vivere secondo le proprie reali potenzialità di vincente.

    Tratto dal libro: Nati per Vincere

    VI RICORDO SEMPRE CON TANTO AFFETTO E STIMA, GRAZIE DI TUTTO!!!!!!

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      gen 19, 2014
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      Complimenti per aver saputo trovare la fonte del breve racconto sintetizzato nel contesto del corso. La curiosità che ti ha spinto nella ricerca è la prima conferma che il seme non è caduto su terra arida, ma è diventato un germoglio della cui crescita e bellezza sarai sempre tu l’unica respnsabile. Hai aperto un piccolo spiraglio della porta della tua vita, sta passando luce ed aria fresca … spingi quella porta fino a spalancarla e non permettere che si richiuda mai più. Con un grande abbraccio da parte nostra.

  4. |
    gen 14, 2014
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    …proprio stamane parlavo di rinnovamento profondo, che ho iniziato qualche tempo fa e che sento di dover completare… io ho scelto di essere quell’aquila che ha deciso di affrontare il dolore con impegno ed investire tempo (oggi un bene davvero prezioso) per poter volare ancora più su, ora e per sempre, qui è oltre…
    Io ho 40 anni ed è il mio momento: non si scappa più o ci si ferma e si aspetta di morire…

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      gen 19, 2014
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      Spesso siamo indotti a pensare che quello che ci succede sia frutto della casualità; se invece abbiamo il coraggio di “fare silenzio” intorno a noi e soprattutto dentro di noi troviamo improvvisamente risposte inattese e a volte scomode, ma che hanno sempre il pregio di farci mettere in discussione e chi si mette in gioco scopre, conosce, cresce … C’è solo una controindicazione: ogni nuovo traguardo raggiunto ci porta a vedere nuovi orizzonti e nuove mete lontane, tanto stimolanti da spingerci sempre oltre, in un cammino di rinnovamento continuo, perchè noi siamo in perenne evoluzione.
      LO STAFF MORNING GLORY TI RINGRAZIA.

  5. |
    ago 31, 2017
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    Ho 70 anni ma farò finta di averne 40. Farò come l’aquila, mi strapperò le piume pesanti e proverò a volare di nuovo. Con il coraggio e il cuore di un”Aquila, anche se ferita.

 
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