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Morning Glory

"Esiste un momento nella vita in cui le cose diventano chiare all’improvviso e allora ti accorgi di quanto ovvie siano sempre state. Trova anche tu..il tuo momento"

Autostima

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QUEL SOSTANZIALE, SOGGETTIVO RAPPORTO FRA SUCCESSO ED ASPETTATIVE CHE FA LA DIFFERENZA

Quando si parla di questo argomento, nel migliore dei casi, siamo portati a pensare  ad una caratteristica peculiare di persone che ricoprono funzioni di guida o di comando, o che siano dedite alla promozione/vendita di beni materiali o intellettuali,o comunque e sempre dotate di un forte ascendente sugli altri. Altre volte identifichiamo l’autostima come un sentimento di superiorità, oppure di egocentrismo esasperato o di mancanza di umiltà.

In realtà l’autostima è solamente l’indice consolidato del grado di appagamento delle nostre aspettative,

L’uomo vive in funzione delle “carezze” (intese come segni di riconoscimento) che riceve o meglio pensa di ricevere dai propri simili. Ovviamente il grado d’importanza di queste carezze è strettamente legato al peso del legame affettivo e relazionale delle persone che ce le danno, resta comunque il fatto che il rapporto fra ciò che ci attendiamo dal mondo esterno e ciò che in realtà riceviamo o crediamo di ricevere determina il nostro grado di appagamento, di gratificazione, di benessere  che è la base della nostra autostima.

Tanto più positivo è il bilancio fra ciò che ci aspettiamo e ciò che percepiamo, tanto maggiore sarà il grado delle nostra fiducia in noi stessi, tanto più solido e stabile il livello della nostra autostima. Se il piatto della bilancia dei riconoscimenti che siamo convinti di ricevere è più pesante di quello delle delusioni, ci sentiremo forti e realizzati, disponibili a dare fiducia prima a noi stessi, alle nostre azioni e poi a quelle degli altri; è la base di partenza per vivere prevalentemente nello stile di vita “IO SONO OK … TU SEI OK”. 

L’autostima è un sentimento di apprezzamento verso noi stessi, di consapevolezza delle nostre capacità così come dei nostri limiti, che ci fa provare paura della nostra ombra, non della nostra luce  e ci condiziona in ogni ambito della nostra vita; determina gli studi che facciamo, la persona che scegliamo come compagno/compagna di vita, il lavoro che cerchiamo e otteniamo, gli amici che frequentiamo, i progetti che intraprendiamo. Le sue basi si formano nella prima infanzia e questo deve far riflettere genitori e educatori che spesso affibbiano etichette pericolose ai propri figli o scolari. Non dimentichiamo che le definizioni diffuse e ripetute nel tempoplasmano” l’immagine che noi ci siamo formati di loro e consolidano quella che loro hanno di se stessi; quello a cui prestiamo attenzione aumenta; quello in cui crediamo si realizza.

Henry Ford ripeteva questa frase: “Che tu pensi di farcela oppure di non farcela, hai ragione!”.

Questa è la prima grande responsabilità degli adulti nei confronti dei giovani: insegnare loro che solamente il 10% della vita è ciò che ci succede; il restante 90% è costituito dalle nostre reazioni e relative conseguenze. Questo li renderà responsabili delle proprie azioni e taglierà la via di fuga delle facili giustificazioni ai propri fallimenti.

Nulla più dell’esempio insegna ai nostri figli; il nostro comportamento forma nel silenzio più dei grandi sermoni; NOI SIAMO LO SPECCHIO IN CUI LORO SI OSSERVANO PER FORMARE L’IMMAGINE DI COLORO CHE SARANNO!

Per mantenere viva la fiducia in se stessi e far crescere di conseguenza l’autostima dei nostri figli, per non fallire come genitori e educatori, ci possono aiutare alcune regole elementari:

Le promesse fatte ad un bimbo vanno sempre mantenute: difficile se non siamo capaci di rispettare le promesse che facciamo a noi stessi!

Assumere sempre un atteggiamento responsabile: se sappiamo dimostrarci in grado di reagire a tutto quello che ci succede infonderemo fiducia; se assumiamo atteggiamenti da vittime delle circostanze daremo loro una sensazione di impotenza e incapacità a risolvere i problemi.

Essere sempre coerenti e cercare l’integrità: le bugie ci rendono insicuri; i bambini imparano a mentire fin da piccoli, quando assorbono tutto come le spugne. L’integrità è la coerenza fra pensiero, parola e azione.

Diamo prova di saper attraversare le sfide: la paura del fallimento può attraversare la nostra mente, ma non può fermarci.

Aiutiamo i nostri figli a riconoscere i loro risultati: un mancato riconoscimento è una “carezza” mancata; ogni carezza perduta riduce di un gradino la scala della loro autostima.

Pensiamo al peso dei nostri sguardi e delle nostre parole: da cosa dipende che l’immagine dei nostri figli sia positiva o negativa?  In grande misura dalle esperienze vissute, o meglio da come le hanno percepite. Le parole feriscono, i comportamenti uccidono.

 

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